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Ieri nel giro di poche ore molte telefonate mi hanno raggiunto comunicandomi la morte del dott. Antonio Aprile. Antonio è stato per molti anni un protagonista della sanità pubblica marchigiana. Non ho bisogno di un suo curriculum per ricordarmi alcuni dei passaggi più importanti della sua vita professionale. E’ stato dal 1 gennaio 1997 Direttore Generale della ASL 7 di Ancona appena scorporata dalla neonata Azienda Ospedaliera Umberto I. Poi è stato il primo Direttore Generale della neonata Azienda Sanitaria Unica Regionale che ha diretto per diversi anni prima di diventare Direttore Generale dell’INRCA. Poi ha proseguito la sua attività nella sanità privata tornando al Gruppo Santo Stefano (oggi Kos Care) dove aveva lavorato già lavorato nel primo periodo della sua vita professionale. Queste le parole di Enrico (Brizioli), amministratore delegato di Kos Care: “Perdiamo un caro amico con cui ho condiviso più di 30 anni di lavoro comune in differenti ruoli e perdiamo una colonna della nostra azienda, un professionista dalle grandi doti organizzative, con una spiccata capacità di proiettarsi in avanti, anticipando i tempi con una visione lungimirante e completa dei temi legati alla sanità di cui aveva una grande padronanza”.

In questa sua lunga carriera più volte i nostri destini professionali si sono incrociati e questo ha favorito la crescita di un rapporto di reciproca stima che è continuato fino ad oggi. Mi ha mandato alcune settimane fa un simpatico sms (Whatsapp non faceva per lui) in risposta ad un mio sms con cui gli avevo mandato un post in cui citavo la sua incrollabile fede interista condivisa con Giuseppe Zuccatelli ed Enrico Brizioli. Nel suo messaggio mi definiva incorreggibile provocatore (ma aggiungeva poi, per fortuna, positivo) e mi informava dei suoi problemi di salute. Parliamo di meno di un mese fa. 

Il contributo del dott. Aprile alla sanità pubblica marchigiana è stato importante e verrà ricordato sia per il suo stile di direzione (e una volta tanto il termine stile ci sta proprio bene) che per i concreti risultati ottenuti. La sua nomina a primo Direttore Generale dell’ASUR nel 2003 coronava la sua precedente attività direzionale in larga misura finalizzata alla valorizzazione dei servizi territoriali. L’hospice di Loreto gestito con la partecipazione da protagonisti dei Medici di Medicina Generale rappresenta un esempio tra i tanti della sua visione innovativa e avanzata della sanità. In molti casi in largo, larghissimo, anticipo sui tempi.

Io ho anche un motivo squisitamente personale per ringraziarlo. In un momento molto difficile della mia vita professionale, quando mi dimisi dal mio incarico dirigenziale in Regione, mi aiutò a trovare una diversa collocazione. Più volte mi è capitato di ricordare scherzando come Antonio fosse stato in quella occasione l’unico a rispondere alla mia campagna dallo slogan “Adottate un dirigente”. E lui in quelle circostanze mi adottò davvero.

 

Grazie ancora Antonio e non solo da parte mia.

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