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L'editoriale di Limes è una sintesi di informazioni e di visione (non sempre condivisibile) con le quali confrontarsi per capire come vanno le cose: questo mese al centro c'è il fattore umano.

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Il DM 70/2015 costituisce un fondamentale riferimento programmatorio per le Regioni. Si tratta di un decreto la cui applicazione dovrebbe portare ad una razionalizzazione della rete ospedaliera e di quella dell’emergenza/urgenza liberando risorse per le attività distrettuali e di prevenzione notoriamente carenti nella Regione Marche. Quale sia lo spirito del Decreto lo abbiamo già scritto in un precedente post, mentre in un altro post abbiamo commentato i contenuti di una DGR del 2018,  la 1554, che ha fatto il punto sul DM 70/15 nelle Marche al novembre di quell’anno.

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L'occasione di un viaggio a Torino mi ha portato a salutare (telefonicamente perchè è sempre in azione) Angelo Pezzana. Angelo è una persona importate per la storia del nostro Paese per la sua natura di combattente inarrestabile: prima sul versante del movimento omosessuale (Dentro e fuori è un libro che i giovano di oggi dovrebbero leggere per sapere cosa significava essere gay non troppo tempo fa in Italia)  poi sulla difesa della verità sullo Stato di Israele (e su questo abbiamo collaborato quando, con altri, costituii l'Associazione Italia Israele delle Marche, di cui oggi sopravvive il - fossile - sito web). Dei mille episodi della sua vita certamente nel Paese dell'"Io speriamo che me la cavo" la rinuncia al seggio parlamentare sono una delle cose più spiazzanti: tanti combattenti contro la casta non rinunziano ad un giorno di seggio..., ma Angelo è un combattente!

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La riabilitazione è (parere mio) un mondo dentro al quale ormai si muove un insieme di aree specialistiche di attività che dentro una filosofia generale comune hanno però caratteristiche specifiche di cui conviene tener conto. Un po’ come l’area della medicina e quella della chirurgia. In definitiva anche nella riabilitazione vale nelle diverse linee di attività il principio del rapporto volume/esiti: più è ampia la tua casistica, più diventi competente e migliori risultati ottieni.

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Il tema del rapporto tra salute e ambiente sta recuperando (o quantomeno si spera stia recuperando) una sua centralità anche “a rimorchio” del dibattito mondiale sugli effetti dei cambiamenti climatici. A casa nostra nelle Marche da ormai molti anni una vicenda offre l’occasione alla Regione di dimostrare la capacità di indagare prima e di gestire sul piano preventivo poi una situazione di rischio ambientale documentato. Si tratta dei problemi dell’area che comprende il Comune di Falconara Marittima ed i Comuni limitrofi di  Ancona, Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Jesi, Montemarciano, Monte San Vito e Monsano. Quest’area è definita AERCA, acronimo che starebbe per Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale. In qualche modo al centro di quest’area si trova il Comune di Falconara Marittima, a sua volta riconosciuto come “sito di interesse nazionale”. Ricordiamo che “I siti d'interesse nazionale sono individuati, ai fini della bonifica, in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali.” Questa è la definizione che si ritrova all’Art. 252, comma 1 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.

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