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Con la DGRM 452/2014 che definiva la Casa della salute di tipo A,B,C e la successiva DGRM 960/2014 che regolamentava le Cure intermedie, la Regione Marche si approcciava alla reingegnerizzazione  della rete territoriale ovvero alla conversione dei piccoli ospedali (o poli ospedalieri che dir si voglia).

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Vediamo come sta messa l'Italia rispetto agli altri Paesi analizzando alcuni settori pubblici: forze armate e dell'ordine, istruzione, giustizia e sanità.

Sulle Forze armate italiane c'e' pochissimo da dire: siamo uno dei Paesi che contribuisce di più alle missioni internazionali di pace. Quindi una indubbia elevata professionalità e un indubbio eroismo contraddistinguono i soldati italiani nel mondo (caratteristiche che purtroppo hanno anche pagato con la vita!). Come pure siamo "messi bene" per le forze dell'ordine, poiché viviamo con un livello di sicurezza per le nostre vite e per i nostri beni elevatissimo (poi impaurire è una facile strategia di marketing politico sganciata dai numeri).

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Grazie a Quotidiano Sanità che ci mette a disposizione alcune elaborazioni della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP). Questa Società ha utilizzato alcuni indicatori ricavati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera del 2016 per una valutazione della performance delle Regioni nell'area della salute mentale.  I tre indicatori utilizzati valutano la frequenza dei ricoveri con diagnosi psichiatrica, le riammissioni nel primo mese dopo una dimissione da un reparto ospedaliero di psichiatria e la frequenza dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO). In base al codice colore le Marche presentano due indicatori su tre che col giallo segnalano una situazione da migliorare.

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Chi sono nel nostro caso i Direttori? Tutti coloro che hanno un ruolo manageriale ai vari livelli del nostro Servizio Sanitario Regionale. Regione, Aziende, Dipartimenti e Unità Operative. Uomini e donne selezionati per questo ruolo con le modalità più diverse, modalità che in questo periodo sono un po’ nell’occhio del ciclone, come si dice, per via delle vicende della vicina Umbria. Ma non è della loro selezione che voglio parlare (l’ho già fatto di recente ), ma del loro modo di gestire le responsabilità, a partire da quelle che riguardano le cosiddette (che brutta espressione!) risorse umane. Organizzare, stimolare, valutare, scegliere. Queste sono le cose che deve fare un direttore nei confronti dei suoi collaboratori. A tutti i livelli.

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