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Di solito l’anche se va alla fine. Questa volta lo metto all’inizio: anche se ci sarebbero molti motivi per farlo. La infelicissima uscita della Regione sull’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord promossa a tavolino a rango di ospedale di secondo livello ha messo in moto un meccanismo che non può non portare alla rimessa in discussione dell’assetto istituzionale del Servizio Sanitario Regionale con le sue “troppe” Aziende Ospedaliere e con la sua troppo “unica” Azienda Sanitaria Locale. Che i territori, come li chiama la politica, vivano male il bipolarismo Ancona-Pesaro (perchè è di questo che si tratta) non solo è giustificato, ma è anche inevitabile e per certi versi doveroso. Solo che non è il momento di mettere in discussione ASUR e Aree Vaste.

La sanità marchigiana, infatti, non è messa bene. Purtroppo in questo blog diamo continua testimonianza (direi di più: prove) della preoccupante inadeguatezza e delle tante criticità del nostro sistema sanitario. I dati al riguardo sono talmente tanti che rielencarli dà un senso di stanchezza a chi li scrive e (immagino) a chi li legge, a partire dalla posizione a centro classifica in tutte le valutazioni comparative delle performance regionali. Ma quello che più preoccupa non sono i dati che ci sono: preoccupano di più quelli che non ci sono. Perché  la Regione continua a non avere un sistema informativo sanitario né generale né di settore (abbiamo parlato ieri di quello del 118).

Ma oltre ai dati a dimostrare la inadeguatezza della politica sanitaria marchigiana sono i suoi atteggiamenti e le sue scelte.
Esemplare al riguardo un recente comunicato stampa della Regione sulla nuova sede (per ora sulla carta) della Centrale Regionale del 118. Fa riflettere il fatto che mentre i tecnici (vedi l’intervista di ieri a Riccardo Sestili) segnalano la necessità di dare una diversa e stabile organizzazione al Sistema di Emergenza Territoriale  118, la risposta sia … una nuova sede per la Centrale Regionale. E pensare che Sestili è stato chiamato come consulente in Regione (ripeto: chiamato).

E quindi il tempo che rimane a questa legislatura regionale meglio dedicarlo a mettere in condizione il  Servizio Sanitario Regionale così com’è di funzionare meglio.

Domani ci faremo gli auguri e formuleremo alcune proposte per un utilizzo del 2019 in questa direzione. Intanto raccomando di tenere sempre presente la grande complessità di un sistema sanitario regionale che assomiglia sempre di più ad una macchina con un motore potente (soprattutto grazie ai suoi operatori) che non riesce a prendere velocità. Fermare adesso la macchina per discutere se lasciare la strada dell’ASUR per andare verso l’autonomia giuridica delle Aree Vaste non è una buona idea. Per ora per trovare la giusta direzione della strada basta regolarsi sui bisogni dei cittadini di cui si sa (o si dovrebbe sapere) che non ci si sta occupando bene o comunque abbastanza.

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