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Nel luglio scorso l’ISTAT ha pubblicato un rapporto sulla situazione in Italia della malattia diabetica: il documento è molto interessante sia per l'attenzione al forte impatto della variabile socioeconomica (diseguaglianze) sia per la rilevanza data allo stile di vita per la prevenzione. 

 

Quali sono i dati relativi alla nostra regione?

Bassa prevalenza: espressione prevalentemente degli adeguati stili di vita (della popolazione non giovanile):

Bassa ospedalizzazione: indicatore di qualità dell’assistenza territoriale: il paziente essendo adeguatamente gestito nel proprio equilibrio glicemico non ha eventi acuti che determinano il ricovero:

Bassa mortalità : espressione di una adeguata azione di prevenzione delle complicanze con una forte attività di medicina preventiva (con la collaborazione di oculisti e neurologi):

 

Il quadro che emerge dai dati per la regione Marche è certamente positivo: questo conferma la validità della rete diabetologica regionale che ha una lunga storia che parte da una specifica normativa regionale (recentemente aggiornata con la Legge regionale 30 settembre 2016, n. 23) e  si è avvalsa di una tempestiva informatizzazione dei servizi  trasversale a tutte le Aziende sanitarie: ASUR - INRCA - AOU OORR di Ancona e AO Marche Nord. Da segnalare che come per molte patologie di tipo cronico degenerativo, oltre all'integrazione della medicina generale con lo specialista, rilevante è l'apporto di altre figure professionali quali la/il dietista e la/il  podologa/o (nel settore della patologia del Piede questa regione ha anche strutturato uno specifico ambulatorio presso l'Area vasta 4). Interessante a proposito di multi-professionalitàla copertina del rapporto della Società Italiana di Diabetologia: il Diabete in Italia:

Questa immagine nonostante tutto non è ancora completa: manca  il contributo di molte altre discipline (medicina interna, chirurgia vascolare, oculistica,   ad esempio) e il riferimento a centri hub (come si dice oggi) come il Centro del Piede Diabetico all'INRCA (riconosciuto con DGR 1221/2009) e la diabetologia pediatrica dell'AOU OORR di Ancona.  

Poche patologie si prestano così tanto a "veri" PDTA come il diabete. Da segnalare tra gli atti della Regione Marche quello recente relativo alla gestione del minore con diabete a scuola (DGR 1149/2017, la tematica del minore diabetico era già stata affronata con il Progetto regionale campi scuola di educazione terapeutica per minori con diabete) e l'adozione di un documento di indirizzo per l'appropriatezza della terapia in diabetologia (DGR 1352/2017).

Siamo sulla buona strada?

Certamente sì. Del resto storicamente i dati della diabetologia marchigiana sono  buoni. E' stato  qualche anno fa  pubblicato sugli Annali della Associazione Medici Diabetologi un report sulla qualità della assistenza diabetologica in Italia che già ci vedeva ai primi posti. Ma attenzione a non "sguarnire" i vecchi centri diabetologici:sono necessari per garantire una diabetologia declinata localmente e multiprofessionalmente. 

La necessità di mantenere e migliorare i risultati raggiunti rendono urgente procedere ad alcune azioni:

  • l'operatività dell'Osservatorio regionale sul diabete (in una collaborazione tra l'Osservatorio epidemiologico ARS e l'INRCA), per avere la conoscenza della realtà regionale e una lettura dei bisogni;
  • la nomina del Direttore del Dipartimento aziendale ASUR (in ASUR è stata confermata la UOC di malattie metaboliche e diabetologia in Area vasta 5 a valenza aziendale), poichè le Reti cliniche richiedono per funzionare chiarezza delle responsabilità;
  • la revisione del Piano sulla malattia diabetica (previsto dall’Accordo Stato Regioni e definito, in una prima forma, dalla DGR 1480/2013), in un modello contestualizzato con la gestione delle altre cronicità. Questo modello  deve avere al centro il ruolo dei Distretto per evitare la proliferazione di sistemi di presa in carico non coordinati tra loro (pazienti nefropatici, cardiologici e oncologici in particolare). Inoltre assume un elemento centrale per la patologia cronica la definizione di un accordo con la medicina generale sia per la condivisione dei dati che per la chiara definizione dei ruoli (quale paziente deve essere affidato ai centri, quale seguito dal proprio medico curante... ma tutti con attenzione agli indicatori di qualità dell'assistenza per non avere pazienti troppo seguiti e pazienti seguiti non adeguatamente, perchè inseriti nel setting errato rispetto ai problemi da gestire, monitorati).

Insomma, il diabete è un buon tema su cui innovare salvaguardando il patrimonio culturale ed organizzativo già esistente e migliorando ulteriormente la qualità delle cure. E nell'innovazione c'è anche quella sul ruolo delle diverse figure professionali (infermiere in primis) nella presa in carico della cronicità.

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