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Cerchiamo di leggere in modo più dettagliato il risultato della Regione Marche nella valutazione del pannello di indicatori 2016 sui Livelli Essenziali di Assistenza. Per chi ha fretta è disponibile l'estrazione della sezione relativa alla Regione Marche.

Innanzitutto cosa è successo rispetto al 2015: l'Umbria ha fatto un notevole balzo in avanti e ci ha soffiato uno posizione. Il dato dell'Umbria (+ 10 punti) dimostra come sia possibile agire in modo da migliorare anche in modo notevole le aree critiche individuate dagli indicatori utilizzati dal Ministero.

Dove perdiamo punti?

Resta critico, sebbene in miglioramento,  il dato sulle coperture vaccinali (senza bisogno dell'azione dei no vax). 

Copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base (3 dosi) (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib) (%)

Questo è un elemento critico importate per la salute dei cittadini (quelli più indifesi... 2 anni!), e non può non preoccupare il dato della copertura per la vaccinazione antinfluenzale negli anziani (appena il 51% mentre il valore atteso dal Ministero è >75%).

Abbiamo la sufficienza, ma non mi pare che vi sia da esserne molto contenti, per quello che riguarda l'attività di screening: quante diagnosi tardive si nascondono dietro questi numeri?

Proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato, per cervice uterina, mammella, colon retto (score)

 

Non commentiamo per incompetenza i dati sull'attività dei servizi veterinari;  vi è stato un forte scostamento dal valore atteso (sebbene in miglioramento) per il dato sui controlli negli esercizi di commercializzazione e somministrazione di alimenti: "L’indicatore misura il grado di applicazione da parte delle regioni delle attività di controllo analitico (chimico e microbiologico) nelle fasi della commercializzazione o somministrazione (ristorazione pubblica e ristorazione collettiva) degli alimenti pronti al consumo". Registriamo  come Marche per questo indicatore un valore di 90,3 mentre per avere il punteggio pieno (che si ottiene raggiungendo la sufficienza, poiché gli indicatori della griglia LEA verificano se le prestazioni esaminate raggiungono i livelli di performance minimi) era necessario raggiungere 160!

Il dato sulla copertura in assistenza domiciliare degli anziani è in miglioramento, ma il divario con le Regioni che stanno più avanti in questo settore è davvero notevole, come sa chi ha un anziano da assistere a domicilio.

Percentuale di anziani ≥ 65 anni trattati in ADI

Buono è il dato relativo al tasso di ospedalizzazione (ovvero il consumo di ricoveri da parte dei cittadini), con dati in miglioramento per i ricoveri a rischio di inappropriatezza e il ricorso al day hospital diagnostico (qui il grafico è da leggere al contrario ed essere bassi va bene!).

Tasso di ospedalizzazione (ordinario e diurno) standardizzato per età per 1.000 residenti

Un indicatore sul quale non raggiungiamo di nuovo la sufficienza è quello relativo al numero di esami di risonanza magnetica per 100 abitanti (forse le attese determinano un consumo a pagamento che porta ad un sottoconsumo nei flussi delle aziende sanitarie).

Non vanno bene gli indicatori relativi all'area materno infantile: troppi tagli cesarei (il Ministero mette la soglia al 20% e siamo al 25,5%) e  quota troppo alta di neonati pre termine in punti nascita senza terapia intensiva neonatale (soglia nazionale al 18% e nella nostra regione saremmo al 36%, ma c'e' qualcosa indubbiamente di strano in questo dato).

Percentuale parti cesarei primari

Per poco non raggiungiamo la sufficienza sulla percentuale di pazienti anziani con frattura di femore operati entro 2 giorni: il nostro dato regionale è 58,2% mentre  la soglia minima ministeriale è al 60%. Il dato è rilevante perchè  invece di salire saremmo scesi di 1,6%, quando  la precocità dell'intervento ha un importante riflesso sulla salute degli anziani.