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Di quello che i veterinari delle Aziende sanitarie combinano ogni giorno non so nulla! Non me ne vanto, ma è difficile star dietro a tutto.
Si occupano di allevamenti, pesca, ecc...
Nella loro sinteticità, gli indicatori selezionati per verificare il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza analizzano alcune dimensione dell'attività dei servizi veterinari. Nell'ultima valutazione tutti raggiungono la sufficienza tranne uno che però registra un peggioramento corrispondente ad uno  "scostamento non accettabile". Magari è una cosa grave!

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Uno dei problemi del nuovo Piano (almeno nella attuale versione, che personalmente non capisco come potrebbe sostanzialmente essere migliorata) è scegliere la distanza giusta di lettura. Non lo devi vedere  troppo da vicino perché rischi di perdere il quadro d’assieme, o meglio di non accorgerti che non c’è. Allo stesso tempo devi vederlo da vicino e lo devi vedere da vicino tutto perché altrimenti rischi di perderti una serie di decisioni e orientamenti che sembrano buttati lì a caso, ma celano come minimo problemi tutt’altro che scontati. Ecco i particolari cui si riferisce il titolo. Non solo, ma devi anche leggere i particolari che non ci sono. E quindi i pazienti, le  discipline, i professionisti ed i problemi che del piano sono i figli minori quando non addirittura gli orfani. 

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Leggiamo analiticamente la pagella del nostro Sistema sanitario regionale letto dagli indicatori relativi alla erogazione del LEA. Essendo i LEA i livelli essenziali di assistenza in questa graduatoria avere meno del massimo è sempre indicativo di una carenza in una delle aree essenziali selezionate per questo monitoraggio. Quindi essere ottavi non va visto solo come un successo almeno parziale, ma come opportunità di miglioramento. Infatti, il punteggio massimo ad ogni indicatore deriva dal semplice rispetto del valore normale.

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A un certo punto del documento che circola come il nuovo Piano si dice che:

La Regione, con la revisione dei Manuali di Autorizzazione ed Accreditamento vuole contestualmente promuovere un processo di miglioramento continuo delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie attraverso la valutazione dell’efficienza delle organizzazioni, dell’uso delle risorse e della formazione degli operatori.

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Nel processo di Piano è stata fornita ad un certo punto la possibilità a tutti di fare proposte attraverso una griglia riportata nel sito dell’ARS nella parte dedicata al Piano. In molti hanno aderito alla proposta e i loro contributi sono confluiti  in un repertorio di schede intervento in cui ciascun contributo è stato articolato per area di intervento (prevenzione, territorio, ospedale, aree “trasversali” e aree “di interesse regionale”).

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